Questo post è rimasto nascosto dietro tanti altri per tanti, troppi mesi. Ogni tanto l'aprivo, guardavo la foto, pensavo a cosa scrivere, e poi finivo per richiuderlo. Sono passati sei mesi o forse più. Ma ora è proprio il momento di scriverlo. E anche se riguarda una "ricetta-non-ricetta" non adatta al periodo estivo che sta iniziando (almeno in Europa!), non posso davvero lasciar scappar via un'altra giornata.
È davvero strano rendersi conto che, improvvisamente, qualcuno a cui eri legato, seppur da ricordi lontani ricordi di bambina, non c'é più. Tornano alla mente sapori lontani, di pranzi in quella cucina che non vedo da tempo. Tornano alla mente pomeriggi passati a leggere un'enciclopedia nuova, nuovissima, fatta di grossi volumi pesanti e quasi mai toccata da nessun altro, in quel soggiorno poco usato. Tornano alla mente passeggiate in giardino tra alberi di camelie e mille fiori differenti. I ricordi, di profumi e immagini, sono nitidi...ma quella persona non c'è più. È cosí. È la vita con i suoi cicli, e lo so bene. Ma si rimane sempre in uno strano suppergiù di pensieri, e di ricordi. Forse ancora di più quando si è lontani.
Non vuole essere un post triste, ma solo un ricordo. Magari un ricordo di bambina. Un ricordo che porta con sé i profumi di quegli alberi di arancio, in quel giardino pieno di fiori con i suoi sentieri di ciottoli. Un bel ricordo di quelle raccolte invernali di arance grandi e profumate proprio in quel giardino. Il giardino della zia. Ciao zia.
È davvero strano rendersi conto che, improvvisamente, qualcuno a cui eri legato, seppur da ricordi lontani ricordi di bambina, non c'é più. Tornano alla mente sapori lontani, di pranzi in quella cucina che non vedo da tempo. Tornano alla mente pomeriggi passati a leggere un'enciclopedia nuova, nuovissima, fatta di grossi volumi pesanti e quasi mai toccata da nessun altro, in quel soggiorno poco usato. Tornano alla mente passeggiate in giardino tra alberi di camelie e mille fiori differenti. I ricordi, di profumi e immagini, sono nitidi...ma quella persona non c'è più. È cosí. È la vita con i suoi cicli, e lo so bene. Ma si rimane sempre in uno strano suppergiù di pensieri, e di ricordi. Forse ancora di più quando si è lontani.
Non vuole essere un post triste, ma solo un ricordo. Magari un ricordo di bambina. Un ricordo che porta con sé i profumi di quegli alberi di arancio, in quel giardino pieno di fiori con i suoi sentieri di ciottoli. Un bel ricordo di quelle raccolte invernali di arance grandi e profumate proprio in quel giardino. Il giardino della zia. Ciao zia.
Questa è decisamente una "ricetta-non-ricetta". Piuttosto è un'idea geniale per recuperare le scorze d'arancia. Eh si, perché le arance in questione sono quelle succose da spremuta e, fatta la spremuta, normalmente le bucce d'arancia vengono buttate via. Ecco, questa è la maniera perfetta per approfittare al massimo di questi bei frutti.
