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29 aprile 2016

A tutta frutta: la GOIABA rossa (goiaba vermelha)

E va bene la pastiera col farro perlato, le barrette multicereali o la torta di carote lesse...ma insomma,  è pur vero che vivo nel paese verde-oro, quello del samba, il carnevale, il calcio...e della frutta. Proprio così: della frutta. E allora ritagliamolo uno spazio per tutta questa frutta profumata, golosa e certe volte pure un po' sconosciuta.
Che il mio appuntamento "a tutta frutta" ormai sta prendendo scadenze semestrali invece che settimanali, come avevo immaginato nella mia testa. Il problema (se "problema" si può chiamare) è che la maggior parte delle volte le bustone di frutta che entrano in casa spariscono prima di decidere come fotografarle. E allora devo veramente mettermi d'impegno. Nascondere in qualche angoletto del frigorifero quei due o tre frutti da fotografare, scegliere il momento giusto mentre la gnappetta dorme e infine sfoderare la macchinetta...sembra facile...!!!
Dopo il mango, la carambola, l'acerola, oggi è il giorno della GOIABA. Goiaba (in portoghese), guava (in inglese), guayava (in spagnolo), guayaba...forse non per tutti, ma per me è stata una scoperta. Confesso che all'inizio neanche una bella scoperta, la mangiavo storcendo un po' il naso. Ora invece, non so perchè, rientra a pieni voti tra i miei frutti tropicali favoriti. La presento così, con questa foto dove appare in primo piano tagliata a fiore, perché è proprio cos che la presentano sui banchi del mercato...colorata, dolce e buonissima.

11 aprile 2015

"Comida di buteco" a Rio de Janeiro

Paese che vai, usanza che trovi, cibo che provi!!! Se a Madrid avevo parlato di un festival di tapas chiamato Tapapiés, qui a Rio de Janeiro è il momento di scrivere del festival "Comida di Buteco". Così oggi niente ricetta, si va alla scoperta della gastronomia di strada, in quel di Rio de Janeiro.
È iniziato ieri, e fino al 10 maggio, una nuova edizione di "Comida di Buteco" a Rio de Janeiro. In portoghese la "comida" è il "cibo" mentre il "buteco" è una especie di bar-tavola calda-ristorante-osteria. E si, lo so, non trovo una traduzione adeguata in italiano (...qualcuno mi aiuti!!!). Qui un buteco è chiamato anche bar, ma non è il bar all'italiana con cappuccino&cornetto! Generalmente un buteco è aperto a partire dall'ora di pranzo o il pomeriggio-sera. Ed è abbastanza comune darsi appuntamento con gli amici in un bar-buteco, magari proprio il venerdi sera dopo il lavoro, per  una birra con uno stuzzichino che può essere qualcosa tipo un semplice fritto (dimensioni tipo supplì!) oppure un piatto da dividere tra tutti, generalmente di carne molto spesso fritta o comunque ben condita e accompagnata da fritti (insomma una cosina leggera per chiudere la settimana!). 
Ecco, spiegato alla meno peggio cos'è un buteco, volevo scrivere che è iniziato appunto questo festival Comida di buteco. Quest'anno ha come tema la "frutta" oltre ad essere un omaggio, almeno qui, ai 450 anni della Città Meravigliosa (=Rio de Janeiro). 
Per trovare gli stabilimenti che partecipano è proprio facile. Basta scaricare la lista di bar, con relative indicazioni su piatti e mappe, e si può iniziare una vera e propria maratona di bar in bar per provare tutte le specialità appositamente preparate per l'occasione.
Il concorso avviene contemporaneamente in 20 città brasiliane ed ha come obiettivo quello di valorizzare la cucina delle radici in modo semplice e a portata di tutti. Inoltre il pubblico è il giudice nella valutazione dell'offerta di ogni bar. Valutazione non solo del piatto speciale preparato per l'occasione, ma anche del servizio, l'igiene e (nanche a dirlo!) la temperatura della birra servita!!!

19 marzo 2015

"Pão de mel" con copertura di cioccolato al latte

Le pause da dolce in questo blog durano davvero poco, direi meno di ventiquattro ore...che a pronunciare la parola "ventiquattro" la pausa è praticamente già finita! Golosa per natura, devo "tirare il freno a mano" almeno due volte: prima nell'impastare, infornare e sfornare dolci e dolcetti, e poi nel provare tutto (e dico tutto!) ciò che ho impastato-infornato-e-sfornato. Mica è un'impresa facile. Altrochè!!! Soprattutto perchè aDoRo tutti quei dolci che transitano per il forno!
La ricetta di oggi è golosa, speziata e un vero classico da queste parti (brasiliane!). Ho cercato la storia di questo dolcetto nel web, ma non ho trovato una versione univoca. Esistono varie ipotesi sull'origine. Comunque sia, questo "pão de mel" (letteralmente pane di miele) ricoperto di cioccolato normalmente, qui in Brasile (nello specifico a Rio de Janeiro), viene prodotto in dimensioni ridotte (rispetto al mio plum-cake, mostrato in foto), più o meno decorato e farcito, è spesso confezionato in modo colorato e originale. Spessissimo, nei banchetti di nozze, viene imbandita una tavola di soli pão de mel, per poi essere regalati agli invitati alla fine della festa. Viene anche regalato, sempre confezionato in modo speciale, come piccolo ricordo in altre occasioni festive, quali compleanni, battesimi, etc. Insomma è un dolce delle feste, ma è facile trovarlo anche al supermercato.
La ricetta di questo dolce che propongo oggi l'ho scovata nel web e devo dire che il risultato è praticamente lo stesso dei dolcetti assaggiati finora: strepitoso!!! La prossima volta ne preparerò in versione "monoporzione", magari farciti e ancor più da golosi!

17 marzo 2015

Torta rovesciata alla carambola (o Pizza battuta alla carambola)

Torno su questi schermi con...la carambola. Lo ammetto, certe volte vado in loop. Per giorni non ne esco, volendo approfittare dello stesso ingrediente fino ad esaurimento scorte. Ecco, diciamola tutta, il problema è che le scorte iniziali di solito sono così grandi che devo inventarmi sempre qualcosa per smaltire il tutto prima di veder cestinato il bottino.
Stavolta ho usato la carambola per decorare e rallegrare la mia colazione dolce, con tutte quelle stelline. Visto che tutte le mattine è onnipresente il mio tazzone da inzuppo con latte e caffé, devo inventarmi "il materiale da inzuppo". Le torte rovesciate (o pizze battute) sono quasi entrate nel primato, se non altro per la rapidità e facilità con cui si preparano. Ho "rovesciato" pizze battute con mango, ananas, arance...certi altri esperimenti non sono stati neanche pubblicati. Temo sempre di essere ripetitiva. Probabilmente lo sono. Ma in fondo questo è il mio "diario di cucina" e mi sento "autorizzata" ad appuntare tutte le "variazioni sul tema", soprattutto quando ben riuscite come questa! L'effetto stella è davvero carino. La carambola come decorazione regala allegria! Buon martedi.

16 marzo 2015

Frullato di carambola...per pigri

Stravizi del fine settimana? Pranzetti, cenette e pizza con gli amici? Ahahah, sembra uno spot pubblicitario delle barrette energetiche o di qualche bibitone pro-dieta! 
Vero è che si può iniziare la settimana, o la giornata, con frullati e centrifugati. Certe volte basta davvero poco. Semplicemente lasciando a portata di mano il frullatore, magari sul ripiano più basso della credenza, ci si siente meno pigri e "spunta" la voglia di preparare un succo home made in 2 minuti. Così quella bella carambola stellata, proprio quella del mio post di ieri, è finita dritta dritta nel frullatore assieme a mezzo bicchiere d'acqua. Ho frullato tutto. Non serve né spellare né togliere i semini: succo di sola carambola per ripartire in questo assolato lunedi. 

15 marzo 2015

A tutta frutta: la CARAMBOLA - Acqua aromatizzata

Torna l'appuntamento settimanale "a tutta frutta". Andata "in onda" finora una sola puntata, bisogna riprendere urgentemente le buone abitudini. Si riparte con un rombo di...carambola.
Wiki (Wikipedia, per gli amici Wiki) racconta che l'albero di Averrhoa carambola è originario dello Sri Lanka ed è attualmente coltivato anche in Brasile, Colombia, Ghana, etc etc etc.
Il frutto è giallo (come in foto), se maturo tendente all'arancione e se acerbo quasi verde. Facile da riconoscere con le sue cinque estremità, tagliata a fettine regala fantastiche...StElLiNe. Infatti in inglese la carambola è chiamata star fruit.

01 novembre 2014

A tutta frutta: il MANGO - Macedonia di solo mango

Frutta, frutta e ancora frutta! Nell'immenso Brasile è possibile incontrare una varietà pressochè infinita di frutta. Ne ero rimasta affascinata la prima volta in viaggio, e continuo a stupirmi ora che vivo da queste parti. Per la sottoscritta è decisamente tra le cose più belle di questo enorme paese, perché, letteralmente, a-m-o la frutta! Altro che 5-6 porzioni giornaliere! Devo costantemente ricordare a  me stessa di limitare le quantità. :-) 
Dal nord al sud del Brasile, ogni viaggio è una scoperta: c'è sempre almeno un frutto nuovo da assaggiare. Una nuova forma, con nuovi colori e nuovi sapori.
E allora ho deciso di dare più spazio alla frutta. Magari una volta al mese (cercherò di impegnarmi!) renderla protagonista e raccontare, con qualche dettaglio in più, le mie "scoperte fruttifere", pubblicando racconti di quotidianità, di mercato settimanale, di frutta fresca di stagione. Forse per alcuni risulteranno scoperte un po' banali, per me non lo sono. 
Per me rimane sempre una sorpresa passeggiare tra le bancarelle del mercato...lasciarsi catturare da nuovi odori...prendere tra le mani un frutto maturo e profumato...scoprirne il nome...essere chiamati dal venditore della bancarella al lato...ricevere inaspettatamente, con un sorriso (e certe volte pure con insistenza!), un frutto da assaggiare...
Il Brasile è immenso, quindi mi limiterò ai tipi e le varietà di frutta che si trovano quotidianamente a Rio de Janeiro, con i rispettivi nomi. Eh si, perchè da regione a regione non cambiano solo le varietà, ma anche i nomi per indicare lo stesso tipo di frutto! Non saranno varietà ricercate o incontrate in mercati speciali. Assolutamente no! Piuttosto è quello che finisce nella busta della spesa dopo aver passeggiato al mercato, o semplicemente al supermercato.
E allora si inizia con il MANGO, il re della frutta tropicale!
Quanti tipi di mango è possibile incontrare sui banchi di un mercato a Rio de Janeiro? Anche di più di quelli mostrati in questa foto...
Ho letto che in India è impossibile contare le varietà di mango, ciascuna con le sue dimensioni e i suoi colori. Ma anche in Brasile non si scherza. A Rio de Janeiro, praticamente quasi tutto l'anno, si incontrano almeno almeno 5 varietà: Tommy, Manguita, Espada, Haden, Palmer. 
L'epoca migliore per comprare il mango da queste parti è proprio novembre (da novembre a gennaio), la produzione è maggiore e i prezzi più bassi. Al contrario, il mese peggiore è probabilmente maggio!

29 ottobre 2014

Biscotti e "casadinhos" di "goiabada"

I biscotti e i "casadinhos" di goiabada sono dei dolcetti mooooolto tipici da queste parti brasiliane. Si trovano di tutte le forme e dimensioni nei supermercati ma pure al mercato. Piccolini, un po' più grandi, a forma di pallina, rotondeggianti, a forma di fiorellino. Proprio al mercato, quasi sempre, c'è una bancarella che vende biscotti al chilo di vario tipo, tra cui quelli con goiabada. La goiabada, come avevo accennato anche qui, è una specie di "cotognata" ma preparata con la guayava. La goiabada, tagliata a fettine, si mangia con il formaggio magari come dolcetto a fine pasto, ma è anche usata per preparare alcuni dolci, come questi biscottini. Quando la goiabada viene sistemata tra due biscotti a formare una specie di panino, questi prendono il nome di "casadinhos", che significa "uniti" o "sposati" (in realtà è un diminutivo, quindi "casadinhos" potrebbe essere tradotto come "sposini"). 
Avevo preparato questi biscottini, con molte modifiche qualche tempo fa. Questa volta ho cercato una ricetta più vicina all'originale. I biscotti ottenuti sono proprio come quelli comprati. :-)

08 ottobre 2014

O Cânion do Xingó: tra Alagoas e Sergipe

Con i racconti di viaggio accumulo ritardi stratosferici. Il lavoro più grande è decisamente quello di scaricare, organizzare, selezionare e raggruppare tonnellate di fotografie. Tutto questo processo mi piace, ma richiede tempo e pazienza. Comunque, guardando il "bicchiere sempre mezzo pieno" e adottando il vecchio proverbio "meglio tardi che mai", vi presento: o Cânion do Xingó.
Un'escursione di una giornata in quel viagetto ad Aracaju che avevo raccontato qui. Sembra sia una delle escursioni più belle da fare nello stato di Sergipe (al nord del Brasile): una passeggiata in barca sulle acque tranquille del fiume São Francisco attraverso un canyon dalle strabilianti pareti rosse, attraversando il confine degli stati Alagoas e Sergipe

13 agosto 2014

Aracaju: passeggiando dal mercato alla spiaggia

Quasi pronta per una nuova avventura in questa terra verdeoro. Domani si riparte per un fine settimana laaaaaaaargoooo. Eh si, lo so. Domani è solo giovedi, ma considerando che sarò via "solo" quattro giorni, per me è comunque "un fine settimana largo".
Ogni volta che mi ritrovo a vivere in un paese nuovo ho sempre la stessa sensazione: di non viaggiare spesso come vorrei. È davvero una strana sensazione. Perchè fuori dal Belpaese, vuoi per la lingua vuoi per il certificato di nascita, ci si sente comunque un po' stranieri (chi più e chi meno) con quella voglia persistente di "andare, fare, scoprire". Ma allo stesso tempo, vivendo e lavorando in un nuovo paese, si entra in un ritmo da "vita quotidiana" che per forza di cose limita quella sensazione da turista. Si vive oltreconfine ma bisogna comunque fare i conti con la spesa, il pranzo, la cena e la lavatrice. E naturalmente c'è anche altro. Quando si conoscono nuove persone e si instaurano nuove amicizie, soprattutto se locali, si preferisce fare una passeggiata, mangiare qualcosa assieme, cucinare in casa...insomma la vita da turista certe volte passa in secondo piano e quello spirito da esploratore bisogna proprio andarlo a risvegliare.
Ma cambiare il chip (inserendo il ritmo da zaino in spalla!) non è una gran fatica per la sottoscritta. Al contrario! E prima di raccontare una nuova avventura tropicale, ho finalmente trovato il tempo di impacchettare un po' di foto di una bella escursione: il mio viaggetto ad Aracaju. Un viaggio organizzato per un'occasione davvero speciale: a boda dos meus queridissimos amigos Ana&Alex.

22 luglio 2014

Frullato cremoso all'avocado (batido de abacate)

In Italia non avevo mai assaggiato l'avocado. Probabilmente l'avrò anche notato negli scaffali del supermercato, ma in casa dei miei non è mai entrato. Arrivata in Spagna ho scoperto il baldanzoso frutto nel ripiano del frigorifero della mia coinquilina: finiva sempre tagliato a pezzettoni in ricche insalate estive. Poi ho conosciuto un buon numero di amici messicani, e l'avocado, sotto forma di guacamole (una famosa salsa messicana dalle origini antichissime, magari un giorno scriverò un post), trionfava sulla tavola in ogni rimpatriata tra amici. Quindi, fino a poco tempo fa, la mia idea di usare l'avocado era sempre per preparare "ricette salate". Poi arrivo in Brasile, dove l'avocado si chiama abacate, e pur essendo un "fratello prossimo" dell'avocado usato per il guacamole è molto più grande, direi quasi quanto un'ananas. Questa non è l'unica differenza. Qui in Brasile, o almeno a Rio de Janeiro, l'enorme avocado locale si usa per preparare gustosissimi e cremosi frullatoni energetici, assolutamente dolci. Buona giornata energetica!

24 aprile 2014

Marco das Três Fronteiras: tra Argentina, Brasile e Paraguay

E se le cascate di Iguazú sono al confine tra Brasile e Argentina, e la diga di Itaipu segna il confine tra Brasile e Paraguay, sempre da quelle parti c'è proprio un punto che segna il confine tra i tre stati: Brasile, Argentina e Paraguay. É o Marco das Três Fronteiras (o, in spagnolo, el Hito de las Tres Fronteras), situato nel punto di incontro tra il fiume Iguaçu (tra Argentina e Brasile) e il fiume Paraná (che bagna i tre stati). Il punto d'incontro dei due fiumi è ben visibile, visto che le acque piú scure del rio Iguaçu si mescolano con quelle piú chiare del rio Paraná. E non servono né binocoli né teleobiettivi per vedere il marco che segna ciascuna delle tre frontiere. Noi abbiamo attraversato il confine argentino e (via taxi) siamo stati nel Hito de las Tres Fronteras.

23 aprile 2014

Itaipu binacional: tra le sette meraviglie del mondo moderno

E continuando sulla scia delle escursioni, se è in programma una visita alle cascate di Iguazú, non bisogna dimenticare una visita alla diga di Itaipu: Itaipu Binacional.
Nell'antica lingua tupi-guarani (la lingua parlata dagli indigeni Tupi, appunto) la parola "itaipu" significa "pietra che canta". Situata al confine tra Brasile e Paraguay, la diga si estende lungo il fiume Paraná e segna il confine tra Brasile e Paraguay. Progettata tra mille controversie, la costruzione terminò negli anni novanta. Ferro, cemento e 20 turbine enormi, è annoverata tra le sette meraviglie ingegneristiche del pianeta, come il ponte di Brooklyn o il canale di Panama. Attualmente fornisce quasi un terzo dell'energia elettrica in Brasile e quasi la totalità in Paraguay. È una gita davvero interessante, e assolutamente ben organizzata.

22 aprile 2014

Cataratas do Iguaçu: meraviglia della natura

Ma da cuando non scrivo un bel post di viaggi, escursioni, passeggiate o scampagnate? Boh, tanto! Forse troppo! Eppure di chilometri ultimamente ne ho "macinati" tanti. Talmente tanti (almeno per gli "standard" della sottoscritta!) da accumulare buone dosi di miglia. E allora pensavo che sarebbe il momento di riprendere questa "sana abitudine" e tornare a scrivere di uscite vicine e lontane, più o meno organizzate. E visto che proprio ieri era Pasquetta, e tradizione vuole che sia giornata di scampagnate, amici, "magnate e bevute", ricomincio sulla scia delle scampagnate e pubblico un post di quasi solo foto. Sono le foto di una bella, bellissima gita di qualche settimana fa alle Cataratas do Iguaçu. Uno spettacolo della natura che lacia senza parole. Una passeggiata bagnata tra una foresta lussureggiante e un paesaggio mozzafiato. È decisamente uno di quei luoghi che vale la pena di vedere almeno una volta bella vita. Buona settimana.

17 giugno 2012

Kibe

Dai miei viaggi, corti o lunghi, riporto sempre con me qualche ricordo "culinario". Qualche nuovo ingrediente o magari qualche libro riempiono (quasi sempre!) baldanzosi la mia valigia del rientro. 
Dal mio bel viaggio "made in Brasil" ho riportato un bel carico di entrambi: libri di cucina che si aggiungono a una bella collezione, e ingredienti vari che ancora affollano i ripiani della credenza. Tra questi ultimi ho finalmente deciso di usare la "farina per kibe", naturalmente per preparare qualche...Kibe (o Kibbe o Kibbeh)!
Il kibe è una crocchetta che, a Rio de Janeiro, si può incontrare facilmente in tanti chioschi. In realtà, è una ricetta sirio-libanese preparata con carne e grano bulgur, o grano per Kibe. Il grano bulgur (che si può incontrare con mille altri nomi) è frumento integrale opportunamente lavorato, che prima di essere usato deve essere messo in ammollo. La ricetta è molto semplice, e questo tipo di farina si può incontrare in erboristeria o nei negozi di prodotti biologici, e chissà anche in qualche supermercato.

12 giugno 2012

Mafalde con asparagi alla carioca

Una pasta semplice semplice. Delicata e rapida da preparare...magari un po' alcolica! Ahahah!
Ma no...il goccetto di cachaça è frutto di un'idea dell'aiutante carioca!!!
Per capirci, la cachaça è un distillato brasiliano della canna di zucchero, mooooolto alcolico (tipo grappa), che, comunemente, si usa per preparare la famosissima "caipirinha"! Ma qui si usa per dare un certo saporino-di-non-so-che a queste Mafalde!

07 febbraio 2012

Panorami mozzafiato

Quanto ho scritto sul mio viaggio made in Rio? Spero abbastanza da aver "solleticato" l'idea di conoscere questa bella città...la sua foresta, le sue spiagge, i suoi colori, l'enorme varietà di frutta profumata, le piante dal verde brillante, gli alberi giganti, la sua gente sorridente, la musica per le strade, la birra "estupidamente gelada", la "farofinha"...e si dai, aggiungiamo anche i suoi "folli" conduttori di autobus...tutto questo e tanto altro, magari lasciando nel cassetto qualche paura di troppo!
Uma olhada na janela ha spalancato le sue finestre a questo paese verde-oro!
E adesso, forse, è ora di tornare un po' in cucina da queste parti e magari provare qualche ricetta che le è stata regalata in questo viaggio o che ha sbirciato nei numeroso ricettari che si è riportata a casa nella usa pesante valigia.
Non posso non aggiungere due fotografie di paesaggi che, dal vero, mi hanno tolto il fiato per qualche secondo...una di giorno e l'altra di notte...
 ...uma vez de mais, muito obrigada pra você...por você ser a minha guia na Cidade Maravilhosa!

06 febbraio 2012

Rio...360 ºC

Uma olhada na janela...un'occhiata dalla finestra...un vistazo por la ventana...
...in qualsiasi lingua, il risultato è lo stesso: in questi ultimi post ho davvero dato uno sguardo a tutto tondo su questa città (Rio de Janeiro)! Forse, chissà, ho dimenticato di scrivere qualcosa su molti dei luoghi turistici per eccellenza (anche se per questi basta leggere un po' ovunque, per trovare consigli preziosi e immagini bellissime). Per questo, oggi ho deciso di pubblicare qualche istantanea di scorci panoramici "straconosciuti", ma straordinari!
Il primo è il "Pão de Açúcar"...che, attenzione, non è solo il "pan di zucchero" che preparava la nonna (di una volta!) ai nipotini, per una merenda pomeridiana semplice e golosa. A Rio de Janeiro, il "Pão de Açúcar" è una "collina" che si estende da un estremo della Baia di Guanabara verso l'Oceano.
E bisogna proprio salire fino in cima per rimanere col fiato sospeso ammirando il panorama della città dall'alto (merita davvero una passeggiata al tramonto!).

05 febbraio 2012

Arara Azul...per "Giulinha"

Chi ha visto "Rio"? L'ultimo film d'animazione di Carlos Saldanha? Sicuramente Giulinha, lo so! :-)
 Quando si passeggia per la città, in alcuni momenti, sembra di essere davvero in quel cartone animato.
Ho "incontrato" il timido "Blu" (o un suo parente!) allo zoo. Si lasciava fotografare con diffidenza. Magari un giorno sarà possibile incontrarlo facilmente passeggiando nella foresta.
Questa è per Giulinha...
Buona domenica a tutti!

04 febbraio 2012

Il vento...a Búzios

Sabato mattina. C'è un bel sole ma anche un vento freddo e pungente. A Búzios il vento era caldo ma forte, tanto da "pettinare" gli alberi. 



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