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21 marzo 2016

Zeppole di San Giuseppe al forno

E pure questa volta arrivo in ritardo. Ma almeno la ricetta "rimane negli annali" per il prossimo anno, e per la prossima festa del papà. Che stavolta gli auguri erano per il mio papà ma pure per il papà della mia gnappetta. E allora, anche se in ritardo, A-U-G-U-R-I a tutti i papà.

23 giugno 2015

Crostata della mamma con marmellata di albicocche

Ci sono ricette che sanno di casa. Ci sono momenti in cui si ha voglia di famiglia. Ci sono momenti speciali in cui magicamente la famiglia si riunisce. Ci sono poi momenti in cui si riparte, si torna alle telefonate internazionali, agli sguardi via internet, alla voce per telefono...e a tutti questi momenti tecnologici che, meno male che ci sono, ma certe volte si fa proprio fatica a riabituarsi di nuovo. 
Per mantenere quella sensazione di casa e soprattutto di famiglia riunita io cerco il mio "rimedio magico" in cucina. Ricette semplici e dal sapore che si perde nella memoria, come questa crostata. Un classico della mia mamma. Aspettando di nuovo quel momento magico in cui ci si riunirà di nuovo intorno alla stessa tavola come se non fosse passato neanche un giorno. :-)

11 aprile 2015

"Comida di buteco" a Rio de Janeiro

Paese che vai, usanza che trovi, cibo che provi!!! Se a Madrid avevo parlato di un festival di tapas chiamato Tapapiés, qui a Rio de Janeiro è il momento di scrivere del festival "Comida di Buteco". Così oggi niente ricetta, si va alla scoperta della gastronomia di strada, in quel di Rio de Janeiro.
È iniziato ieri, e fino al 10 maggio, una nuova edizione di "Comida di Buteco" a Rio de Janeiro. In portoghese la "comida" è il "cibo" mentre il "buteco" è una especie di bar-tavola calda-ristorante-osteria. E si, lo so, non trovo una traduzione adeguata in italiano (...qualcuno mi aiuti!!!). Qui un buteco è chiamato anche bar, ma non è il bar all'italiana con cappuccino&cornetto! Generalmente un buteco è aperto a partire dall'ora di pranzo o il pomeriggio-sera. Ed è abbastanza comune darsi appuntamento con gli amici in un bar-buteco, magari proprio il venerdi sera dopo il lavoro, per  una birra con uno stuzzichino che può essere qualcosa tipo un semplice fritto (dimensioni tipo supplì!) oppure un piatto da dividere tra tutti, generalmente di carne molto spesso fritta o comunque ben condita e accompagnata da fritti (insomma una cosina leggera per chiudere la settimana!). 
Ecco, spiegato alla meno peggio cos'è un buteco, volevo scrivere che è iniziato appunto questo festival Comida di buteco. Quest'anno ha come tema la "frutta" oltre ad essere un omaggio, almeno qui, ai 450 anni della Città Meravigliosa (=Rio de Janeiro). 
Per trovare gli stabilimenti che partecipano è proprio facile. Basta scaricare la lista di bar, con relative indicazioni su piatti e mappe, e si può iniziare una vera e propria maratona di bar in bar per provare tutte le specialità appositamente preparate per l'occasione.
Il concorso avviene contemporaneamente in 20 città brasiliane ed ha come obiettivo quello di valorizzare la cucina delle radici in modo semplice e a portata di tutti. Inoltre il pubblico è il giudice nella valutazione dell'offerta di ogni bar. Valutazione non solo del piatto speciale preparato per l'occasione, ma anche del servizio, l'igiene e (nanche a dirlo!) la temperatura della birra servita!!!

05 aprile 2015

Tortoli terracinesi

Buona Pasqua!!! 
E per oggi una ricetta della tradizione laziale: Tortoli Terracinesi. Lievitazione lunghissima (tre luuuunghi giorni!) ma il risultato ripaga enormemente l'attesa. Soffice, delicata, con quel suo profumino aromatico...insomma bisogna controllarsi per non assaggiare un fetta dopo l'altra! Ricetta riuscitissima! Buona domenica di Pasqua a tutti!

30 marzo 2015

Bussolà buranelli...e una passeggiata a Burano

Buoni sono buoni. Proprio buoni. Che poi c'è proprio un bel po' di burro, vabbè, è un piccolo dettaglio trascurabile, perché in fondo hanno quel sapore capace di coccolare e rassicurare durante giornate grigie come quella di oggi. E poi questi biscotti-ciambellina svegliano, almeno per la sottoscritta, ricordi proustiani. Quel tipo di ricordi addormentati che tornano rapidamente alla mente al primo assaggio, col sapore di limone dell'impasto ricco, compatto e burroso al punto giusto.
Sono i bussolà buranelli, ciambelline della tradizione veneta preparate durante il periodo di Pasqua a Burano, piccola isoletta coloratissima al lato di Venezia. Pochi e semplici ingredienti, sono la caratteristica di queste ciambelline che ora è possibile trovare sull'isola tutto l'anno, anche confezionate. Anzi, rientrano tra i classici "ricordini" da riportare a casa a fine vacanza, almeno per me che tutte le volte faccio scorte di "ricordini  mangerecci", ovunque per il mondo!

16 ottobre 2014

Boroña asturiana: un pane semplice di farina di mais per il World Bread Day 2014

Il 16 ottobre si celebra la "Giornata mondiale dell'alimentazione", anniversario dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO). Giornata per ricordare il 16 ottobre 1945 quando, presso Québec City in Canada, i rappresentanti di 34 nazioni firmavano l'atto costitutivo della FAO.
Dal 2006 i foodblogger di tutto il mondo esprimono la loro soliedarietà con questa giornata indetta dalla FAO "sfornando" (letteralmente!) e pubblicando...PANE! Un'idea per "onorare" il pane quotidiano, semplicemente dedicando un post sul proprio blog proprio il 16 ottobre, dimostrando così che "fare il pane in casa è facile e divertente". Quest'anno ho deciso di partecipare anch'io al "World Bread Day 2014", seguendo le indicazioni del blog di Zorra.
Il pane che vi presento è più che facile, facilissimo. Ho scelto questo pane speciale perchè è il bel riassunto di tanti ricordi di questi ultimi anni. È il ricordo della mia prima trasferta da sola fuori dal Belpaese per un tempo più lungo di una vacanza, la riscoperta del nord del Portogallo, l'incontro di tanti amici a Porto, seguita dalla decisione del trasferimento in Spagna facendo il Cammino di Santiago al contrario fino a Barcelona, per poi finire a Madrid e poi scoprire Asturias. Quattro righe per riassumere tanti anni di avventure, amici e ricette, che in qualche modo, nella mia mente, hanno anche un po' il profumo e un po' il sapore di questo pane semplice: la boroña asturiana. Associazioni proustiane che la mente mantiene, elabora e traforma nel tempo.

04 ottobre 2014

Patacones, tostones, chips de plátano, banana fritta

In questo sabato un po' pigro, a grande richiesta della mia amica Lili e per rievocare giornate vacanziere non lontane con la mia amica Ary, torna "er fritto"!!! La non-amante-del-fritto, che poi sarei io, ha ripescato questo sfizietto fritto assolutamente sudamericano. Ma andiamo per ordine.
Pataconestostoneschips de plátanos, fettine di banana fritta...chiamatele come volete queste rotelline! Ma che storia è questa della banana fritta? Premessa essenziale: queste rotelline sono delle fettone di plátano macho verde (che letteralmente significa "banana maschio verde"), ma il plátano in questione non è una delle nostre classiche banane. Ma allora che cos'è? 
Effettivamente il plátano macho verde è della stessa famiglia (naturalisticamente parlando!) delle "classiche" banane, ma non è esattamente una banana. Sembra un gioco di parole, lo so. È una banana verde, praticamente acerba, che non va mangiata cruda (è cattivissima cruda, fidatevi!). La sua origine è asiatica ma attualmente si coltiva - e si consuma - anche in tutte le regioni tropicali e subtropicali d'America. In generale, il plátano macho verde è più grande di una banana comune ed è più stretto agli estremi. Il colore della buccia è verde e, quando maturo al punto giusto, la buccia diventa gialla con punti e strisce marroni (un po' come le banane!). Crudo il sapore è molto amaro, ma una volta cotto risulta più blando con un sapore suave e burroso. È costituito praticamente di solo amido, ed è per questo che deve essere cucinato. Si può cucinare con la buccia, cotto direttamente sul fuoco, ma anche bollito o al forno. In generale è usato come accompagnamento, un po' come una patata, per una grande varietà di piatti tipici di Perù, Colombia, Ecuador, Panamá, Venezuela, ed altri. Usatissimo in America Latina, in Brasile ha un altro nome, si chiama banana da terra.

28 settembre 2014

"Far Breton" con prugne e uvette

Torniamo ai dolci. Che la domenica è bello svegliarsi lentamente e trastullarsi un po' con una lunga e ricca colazione. E questo dolce è proprio ricco (pure di calorie!) anche se poco dolce e molto particolare. 
Ultimamente ho una gran voglia di cucinare, di cercare nuove ricette e nuovi ingredienti, di buttarmi in nuovi esperimenti, sperimentre sapori e abbinamenti ancora mai provati. Ma lo stesso non si può dire per le fotografia. Quasi sempre mi ritrovo a fare due scatti a notte inoltrata. Nonostante l'intenzione, non ho avuto tempo (e forse neanche tanta voglia!) di cercare nuovi sfondi, altri piattini, nuovi colori, luci migliori. E tutto questo si vede e come. Spero di riuscir a correre ai ripari il prima possibile. 
Nel frattempo continuo ad ampliare i miei appunti in cucina su questo blog e vi presento questa ricetta della tradizione francese. Facile e deliziosa. Buona domenica.

23 settembre 2014

Zaletti con uvette alla grappa

E poi arrivano momenti in cui si ha voglia di ripescare ricette della tradizione. Biscotti già assaggiati (si vede che ho un debole per i dolci?!? Nooooo!!!) e mai preparati. 
Una riunione Skype con la famiglia durante il fine settimana e quattro chiacchiere con mio fratello in trasferta romana per lavoro. Ascolto attenta i suoi racconti di passeggiate estive bellissime in Veneto. Borghi, borghetti, fiumi, montagne, paesaggi spiati nel web, tra una chiacchiera e l'altra. "Guarda, guarda questa foto...ti è arrivato il link? Cerca questo paesino qui! Hai visto? Ti piace? Hai visto che spettacolo? Hai visto che paesaggi?". Ecco, le mie telefonate sono un po' così, mooooolto tecnologiche. Cuffie, telefono in mano con Skype acceso, telecamerina a singhiozzi (che la linea certe volte è quella che è!) e magari pure PC acceso, per cercare una foto, aprire un link, vedere una mappa. E meno male che c'è tutta 'sta tecnologia, altrimenti sarebbe proprio complicato. E poi quasi in automatico e praticamente ad ogni chiamata, si finisce per parlare di cibo, tanto cibo! Stavolta, con la trasferta veneta del fratello, sono saltate fuori ricette di risotti e chiacchiere su vini, distillati e dolci vari! Quel tipo di chiacchiere che fanno venire l'acqualina in bocca a metà pomeriggio come non avete idea.
E tra il nome di una nuova grappa, una visita ad una distilleria e la scoperta di paesini sperduti tra le campagne&montagne venete mi torna in mente che da qualche parte ho annotato la ricetta degli "zaletti", biscotti decisamente veneti con farina di mais e uvette. Il tempo di pesare gli ingredienti e i biscotti erano praticamente già in forno.

05 luglio 2014

Schiacciata con l'uva

Sapori d'autunno mediterraneo in questo luglio carioca. E allora continuano le ricette a base di prodotti settembrini come questa bella uva nera, per preparare una ricetta davvero semplice e sorprendente: la schiacciata. Dovete assolutamente provarla. Io sono già alla seconda infornata. Non l'avevo mai preparata e, a dire il vero, neanche mangiata. Preparata la sera, il giorno dopo è ancora più buona. Il colore è fantastico (le foto non rendono) e quegli acini viola sono dolci e succosi in un impasto quasi da pizza.

24 giugno 2014

Pizza: impasto base ...e "i tempi di maturazione"

Devo creare una categoria "appunti" e scaricarci dentro tutte le note e gli scarabocchi. Oppure, semplicemente, dovrei rispolverare la sana-e-buona-abitudine del mio libretto degli "appunti culinari", che conserva "preziosi" (per me!) e divertenti ritagli e consigli, libretto oramai rimasto chiuso da tempi immemorabili. Questo post-non-post è per non dimenticare quella proporzione magica per l'impasto della pizza (memoria da merluzzo lesso, la mia!) e magari lasciarla scritta per gli amici che, passando per casa in quelle serate italo-pizzaiole, inevitabilmente domandano "ma come si prepara l'impasto per la pizza?". Io vi scrivo il mio, o meglio quello della mamma (che la mamma è sempre la mamma!)...

23 giugno 2014

Canestrelli

Un altro post "dolce". Tra ricette accumulate e nuovi esperimenti, ho affastellato una buona quantità di post golosi che andranno avanti ancora per un po' (ahimè, e le calorie aumentano!). Sarà che qui è inverno?!? Vabbè dai, ma che scusa pessima questa dell'inverno carioca, che il guardaroba è sempre lo stesso e la temperatura raramente scende sotto i 20 ºC! Va bene. Nessuna scusa. Devo ammettere che è proprio questione di gola. E complice è proprio il Mondiale di calcio. Eh si. Perchè tra partite del Brasile e partite varie nel Maracaña (lo stadio di Rio de Janeiro, per gli analfabeti di calcio&co. come la sottoscritta) hanno regalato un bel po' di giorni festivi! Yuppi! E il forno è sempre acceso...

21 giugno 2014

Croissants portoghesi versione mini #prova1

Paese che vai, usanza che trovi. Uno di quei proverbi da non dimenticare quando si viaggia o, ancora di più, quando si vive in un altro paese. Alcune volte è necessario adattarsi. Ma altre (molte altre!) si scoprono ingredienti e manicaretti che entrano nel ricettario quotidiano, o rimangono nella memoria. È il caso di questi cornetti. Che nel mio ricettario non erano ancora entrati ma sono sempre rimasti stampati nella mia memoria. Qualche anno fa, un po' per scelta e un po' per caso, mi catapultai in Portogallo, a Porto (prima o poi salterà fuori un post su questa bella città). La mia prima esperienza da sola all'estero. Una bella avventura. Tanti amici e tanti ricordi. Inclusi "ricordi proustiani" di quei croissants portoghesi. Con quel loro impasto quasi da brioche, l'inconfodibile colore giallo intenso, quel sapore tendente al salato, quella glassatura dolce e trasparente, e quel bel ripieno presunto&queijo (prosciutto e formaggio). A Porto si incontravano in ogni caffetteria, panificio o pasticceria. Come spuntino a metà mattina insieme ad un bel caffè, a merenda o anche per un pranzo veloce...ma sempre con quel ripieno prosciutto cotto e formaggio. Io, che sono una golosa irrecuperabile, li compravo "semplici" e li farcivo con la marmellata per colazione. Mhhhh!
Tra un viaggio e l'altro ho scoperto che quei cornetti erano assolutamente portoghesi. Ho ritrovato quel sapore solo dopo quattro anni, di passaggio di nuovo a Porto.
Ho sempre pensato che dovevo fare qualche esperimento per ritrovare quel sapore e ripetere, alla meno peggio, quella ricetta. Su internet non ho ancora trovato una ricetta "universale". Sarà una ricetta segreta? Prima o poi dovrò domandare ai miei amici portoghesi, poveri loro. Nel frattempo ho iniziato i miei esperimenti. "Croissants portoghesi in versione mini prova 1".

24 maggio 2014

Córdoba: la fiesta de los patios

Questa volta un post differente. Un post di viaggi ma fatto di ricordi. Perchè l'anno scorso, proprio di questi tempi, ero lì ad impacchettare quasi cinque anni della mia vita "madrileña" per poi spedirli in Italia e ripartire per il sud del mondo. E improvvisamente mi rendo conto che è passato quasi un anno. Il tempo passa veloce. E certe volte non faccio neanche in tempo a sistemare le foto di viaggi, che se ne accumulano di nuovi, e si accumulano i ricordi. Ma forse il "bello" è proprio questo.
E questo vorrebbe essere un blog di viaggi, di cucina, di appunti e di ricordi...tra foto, ricette, libri, disegni e colori. E oggi i colori sono quelli di Cordoba a maggio (la Córdoba in Spagna...perchè c'è una Cordoba anche in Argentina! E magari prima o poi ne potrò parlare in un altro post! Chissà!). 
I colori di Cordoba a maggio sono quelli dei fiori. Sono vivi, accesi. Sono il contrasto sui muri bianchi, sui davanzali delle finestre e dei balconi, nei vasi multicolore che riempiono i muri. È la "fiesta de los patios" quella di Córdoba a maggio. Si ripete ogni anno questo concorso, e los patios cordobeses sono diventati Patrimonio dell'umanità. E prima dell'estate secca e caldissima, i freschi patii si trasformano in una fantastica esplosione di colori. Le foto di questo post sono quelle di tre anni fa (passa rapido il tempo! Eh si!). Una primaverile passeggiata andalusa con i miei genitori che, appassionati di gerani e bouganville,  sono rimasti totalmente affascinati da tanti fiori e colori.

21 maggio 2014

Tarallini al vino con semi di finocchio

Così è stato! Come anticipato nell'ultimo post (e sono passate già un paio di settimane buone!), quel fine settimana di lievitati poteva aver sfamato tutto il condominio, e vi assicuro che il mio condominio è "popoloso": dodici piani e una quindicina di appartamenti per piano! Ma considerando che le "relazioni tra condomini" sono pressochè inesistenti (ma questo potrebbe essere un altro post!), rotelle e falliti-buondì sono stati parcheggiati tra credenza e congelatore, per poi essere felicemente inzuppati nel tazzone della colazione. Insomma, ho tirato il freno e ho stabilito una tregua con il lievito, visto che il congelatore è davvero striminzito e non avrebbe sopportato un'altra "infornata" d'urgenza!
Naturalmente, ho cucinato lo stesso. Spazio ai piatti salati e soprattutto a nuovi esperimenti per il pranzo o la cena di tutti i giorni. Che questa idea di variare in cucina è un po' il mio dogma: cercare di non ripetere e di sperimentare nuovi abbinamenti! Anche se certe volte, per pigrizia (soprattutto mentale) si fa proprio fatica a non cadere nella monotonia della solita fettina in padella, con l'idea che sia il piatto più rapido del mondo, quando poi ci si accorge che non è cosí difficile variare. Va bene, la smetto di scrivere il monologo della finta salutista (io che adoro dolci&co.). Comunque convinta che si può preparare in casa praticamente tutto ciò che si incontra al supermercato già confezionato industrialmente...oggi scrivo la ricetta dei tarallini al vino con semi di finocchio.

23 gennaio 2014

"Flognarde" di fragole (o "clafoutis" di fragole)

Ultimamente, quando mi ritrovo a preparare una di quelle ricette da tempo nella testa e nella lista, poi mi ripeto spesso la stessa domanda "ma perchè non l'ho mai preparata prima?". In questo caso: sarà che ho sempre finito fragole e ciliegie prima di poter pensare a un dolce? Però oggi era decisamente il perfect day! Giovedi, giorno del mercato ortofrutticolo vicino casa. Un'esplosione di colori e di frutta profumata. Qui è piena estate. E vi assicuro che la quantità di frutta che si vede in questo periodo al mercato è impressionante! Allora questa mattina prima di andare a lavoro, presto presto sono passata al mercato. E sono pure caduta nella "trappola del fruttivendolo". Uno di quei personaggi che al solo passaggio davanti la sua bancarella ti offre metà dei suoi prodotti: impossibile da evitare! E confessiamolo pure (ahimè!): questa mattina "ci sono caduta con tutte le scarpe". Così oltre ad aver comprato cose che non avevo in mente, mi sono fatta "appioppare a prezzo d'oro" pure un "bel" vassoio di fragole. Ma non appena tornata a casa ho scoperto che il "bel" vassoio era una truffa vera e propria. E che le fragole dovevano essere consumate prima di fine giornata. Forse questa mattina ero ancora mezza addormentata...ahiiii come detesto quando dal fruttivendolo "mi fregano sotto il naso"! Tutto questo giro di parole per dire che le fragole non le potevo certo buttar via. Così ho deciso di preparare un flognarde. Eh già! Ho appena scoperto che si parla di clafoutis solo se si usano le ciliegie, mentre usando lo stesso impasto con un altro tipo di frutta (tipo le fragole) si dovrebbe parlare di flognarde, appunto.
Dolce francese, della tradizione contadina...si trovano nel web tantissime varianti: con o senza burro; con la panna o col latte; con la farina di mandorle o senza...


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