E continuo ad accumulare energie (o calorie?!?) con la scusa di "affrontare" la settimana appena entrata. Comunque non lavoro in miniera, quindi (forse, forse!) questa storia delle "energie da accumulare" è una grande scusa. A mia discolpa, approfonditi studi teorico-sperimentali confermano che anche il pensiero consuma calorie! Ahahah! Vabbè. Meglio lasciar perdere e passare oltre. Meno male che, a fine giornata, qualche volta torno a casa in bici!
Quattro righe introduttive per presentare questa "cremina" chiamata dulce de leche, in spagnolo, o doce de leite, in portoghese. Alla lettera, la traduzione in italiano potrebbe essere "dolce di latte". Io preferisco mantenere il suo nome, in spagnolo o portoghese.
Il dulce de leche è una crema di latte e zucchero, ottenuta dopo una cottura molto lenta, con un sapore tipo caramello (o caramella mou). Diciamolo pure, una bomba di zucchero mooooolto energetica (=calorica) ma buona, proprio buona.
Il dulce de leche è una crema di latte e zucchero, ottenuta dopo una cottura molto lenta, con un sapore tipo caramello (o caramella mou). Diciamolo pure, una bomba di zucchero mooooolto energetica (=calorica) ma buona, proprio buona.
Di origine non ben definita, il dulce de leche è conosciuto come un prodotto argentino, ma a dirla proprio tutta, probabilmente è di origine cilena. Esistono varie storie sulla sua nascita, alcune sono delle vere leggende. Si narra di contrabbandi di latte traformato in dulce de leche in Uruguay o preparazioni per addolcire bevande (tipo il mate) e altre storie ancora.
Attualmente è consumato in quantità industriali in Argentina, Paraguay e Uruguay, ma anche in Brasile e, in generale, in tutto il centro e sud America. Da paese a paese si possono incontrare variazioni della stessa ricetta e vari nomi. In Guatemala, Colombia e Venezuela il dulce de leche è anche chiamato arepique. In Messico, cajeta e preparato con latte di capra. In Bolivia, Panamá e Perú, manjar de leche, mentre in Cile e Ecuador semplicemente manjar. A Cuba si prepara con latte condensato nella pentola a pressione ed è chiamato cremita de leche o fanguito (lo proverò).
Un po' come la Nutella, si mangia al cucchiaio, spalmato o come guarnizione di altri dolci (scriverò un altro post prossimamente) o anche frutta. Nonostante sia facilissimo da preparare in casa, viene comunemente consumata la versione da supermercato. Oggi vi racconto come si prepara...
Attualmente è consumato in quantità industriali in Argentina, Paraguay e Uruguay, ma anche in Brasile e, in generale, in tutto il centro e sud America. Da paese a paese si possono incontrare variazioni della stessa ricetta e vari nomi. In Guatemala, Colombia e Venezuela il dulce de leche è anche chiamato arepique. In Messico, cajeta e preparato con latte di capra. In Bolivia, Panamá e Perú, manjar de leche, mentre in Cile e Ecuador semplicemente manjar. A Cuba si prepara con latte condensato nella pentola a pressione ed è chiamato cremita de leche o fanguito (lo proverò).
Un po' come la Nutella, si mangia al cucchiaio, spalmato o come guarnizione di altri dolci (scriverò un altro post prossimamente) o anche frutta. Nonostante sia facilissimo da preparare in casa, viene comunemente consumata la versione da supermercato. Oggi vi racconto come si prepara...
